Lusofoniamo: Manuel Bandeira, tra malinconia e tenerezza
Apro la finestra, la luce si declina e la pioggia si propone come compagna per i prossimi giorni. Sembra che questa atmosfera sia arrivata di proposito per obbligarci a prendere una pausa, magari per leggere o rileggere, ricordare. Passo le dita sugli scaffali polverosi della libreria e incontro la poesia di Manuel Bandeira. La sua voce cruda, segnata dalla malattia e dalla consapevolezza della morte, ha saputo sfruttare la fragilità umana per creare un canto di tenerezza e dalla malinconia ha plasmato una forma di bellezza.
L’oroscopo dei traduttori: tra stelle e parole (ottobre 2025)
Ottobre non è un mese da prendere sottogamba. È un po’ come aprire un file allegato che porta con sé tutto il mistero del non sapere che tipo di testo da tradurre ci troverai dentro. Arrivano in soccorso le stelle per aiutare a gestire scadenze, clienti imprevedibili e revisioni infinite. Ogni segno avrà i suoi tool speciali per affrontare la giungla della traduzione. Ottobre ci insegnerà a trasformare il caos in ritmo e a ricordarci perché amiamo così tanto giocare con le parole.
Dai dragomanni a ChatGPT: un excursus sull’arte di tradurre nella storia dell’occidente
Nel mondo antico la funzione del traduttore, o meglio dell’interprete, era finalizzata alla comprensione tra interlocutori. Ancora oggi nel pensiero comune si intende per traduttore una persona che conosce più lingue e si comporta come un vocabolario vivente, ad uso e consumo di chi ne ha bisogno. Addirittura si è sentita la necessità di specificare la mansione affiancando al termine “traduzione” la parola "localizzazione", come se l’atto di tradurre in sé non passasse necessariamente da una trasposizione culturale. Ma lasciamo per la fine dell’articolo le considerazioni odierne, e osserviamo come invece si siano evolute nel corso della storia occidentale, accompagnando i cambiamenti sociali e culturali dei popoli.
Lusofoniamo: il ritorno di António Lobo Antunes
Settembre porta sempre un’aria di ritorno: ai banchi di scuola, ai treni pieni di pendolari, alle strade che aspettano la pioggia, alle giornate che si accorciano. In questa stagione di confine, avverto un pizzico di melanconia mista a euforia che magicamente mi porta a riprendere vecchie letture e riscoprire personaggi dalle mille voci... Il mio pensiero va alla protagonista di Não é meia noite quem quer (Non è mezzanotte chi vuole, Feltrinelli editore, 2018) di António Lobo Antunes. Lei è una donna di mezza età che decide di passare tre giorni del non troppo lontano agosto 2011, nella vecchia casa di famiglia al mare, con l’intento di salutare il luogo in cui ha trascorso l’infanzia. Vagando tra le stanze vuote, scivola avanti e indietro tra presente e passato, rievocando amicizie perdute, tragedie familiari, segreti che un tempo per i suoi occhi bambini erano incomprensibili. Pensa al presente...al matrimonio ormai spento, al lavoro grigio e frustrante di professoressa, alla drammatica perdita dell’unico figlio. E poi c’è il promontorio da cui il fratello si è gettato anni prima, dove oggi il rumore delle onde le sembra un richiamo irresistibile. António Lobo Antunes trasforma la storia di una vita segnata dal dolore, attraverso il viaggio di una donna che, ormai senza speranza, sceglie di dire addio a tutto, in un romanzo potente, dall’indole apparentemente autodistruttivo. Per chi vorrà leggerlo resterà impressionato dallo stile tipicamente antuniano: no punteggiatura convenzionale, no sequenze lineari, sì a frasi che si accavallano, si aprono e restano sospese.
L’oroscopo dei traduttori: tra stelle e parole (settembre 2025)
Cari traduttori e traduttrici, settembre non è solo sinonimo di rientro al lavoro e di un’infinità di e-mail arretrate, è anche il mese perfetto per riscoprire una nuova anima creativa, ridefinire gli obiettivi ed evitare di procrastinare. Che siate immersi in glossari megagalattici o alle prese con traduzioni senza particolari difficoltà, le stelle hanno qualcosa da dirvi. Preparatevi… è tornato l’oroscopo de La bottega dei traduttori!
L’amore è una cosa seria
Sentivamo davvero il bisogno di una rubrica a tema romance? Non so voi, ma io sì. E non tanto per stare qui a ripetere per l'ennesima volta che il romanzo rosa va rispettato, che è uno dei generi più venduti degli ultimi anni (guarda caso stanno aumentando le case editrici che pubblicano storie d'amore) e bla bla bla... ma perché le cose vanno dette fuori dai denti e, vi avverto, se cercate una rubrica seria e autorevole avete sbagliato indirizzo. Vi svelo un segreto: anch'io ho criticato i romanzi rosa, quando non li leggevo. Perché a pensarci bene succede sempre così, la maggior parte delle critiche provengono da chi certi libri manco li legge, oppure da chi semplifica la questione all'estremo e "letto uno, letti tutti".
Curiosità: quattro sillabe, un proverbio
[vc_row][vc_column][vc_column_text]In un precedente episodio di questa rubrica abbiamo visto insieme come la lingua giapponese abbia un vasto repertorio di proverbi e detti popolari, a cominciare dai kotowaza. Una seconda categoria ancora più caratteristica (e difficile da tradurre) è quella delle cosiddette espressioni a quattro caratteri, 四字熟語, dette yojijukugo in giapponese. I caratteri di cui parliamo sono i kanji, o sinogrammi, parole monosillabiche di origine cinese, adottate come base della scrittura giapponese a partire dal I secolo d.C. Le yojijukugo sono dunque espressioni che in quattro caratteri, ognuno dei quali corrisponde a una parola, esprimono una massima o una perla di saggezza popolare, ma anche immagini o concetti astratti. Sono anche uno dei soggetti preferiti per le opere di calligrafia tradizionale.
L’oroscopo dei traduttori: tra stelle e parole (luglio e agosto 2025)
[vc_row][vc_column][vc_column_text]Tra riletture e consegne, anche l’estate ha qualcosa da raccontare e parla a chiare lettere: luglio porta chiarezza e risveglia nuove domande mentre agosto invita a fare spazio - non solo in agenda - e ad ascoltare ciò che si muove dentro di noi. Non serve sempre "fare di più", anche perché l’estate è anche un momento di svago ed evasione, oltre che, si sa, il troppo stroppia. Bisogna cominciare a preparare il cambiamento che inizi da un dettaglio, una parola o da un silenzio ben scelto. Ecco cosa suggeriscono le stelle a chi vive (e lavora) tra le lingue.
Lusofoniamo: il mare di Jorge Amado
[vc_row][vc_column][vc_column_text]Sin dagli albori della letteratura, il mare non è solo un semplice sfondo narrativo, ma si fa simbolo e metafora. Le acque salmastre hanno ispirato e continuano a ispirare vari scrittori, raccontando l’infinito, la fuga e il ritorno. Il mare è un elemento imprevedibile, sempre in movimento, che incarna bellezza e oscurità dai suoi profondi abissi. In questa lunga tradizione, l’autore brasiliano Jorge Amado occupa un posto d’onore. Per lui il mare è una presenza concreta e pulsante che definisce l’identità di un popolo, più specificatamente quello di Bahia, la sua terra di origine.
Salone internazionale del Libro di Torino 2025: un’occasione irrinunciabile!
[vc_row][vc_column][vc_column_text]231.000 persone, ospiti da tutto il mondo, 1225 case editrici, oltre 2.000 eventi al Lingotto Fiere di Torino (e altri 500 disseminati sul territorio cittadino), avremmo mai potuto mancare?
Ѐ il terzo anno consecutivo che La bottega dei traduttori posiziona il suo piccolo stand al Salone Internazionale del Libro di Torino, ergendosi a testa alta tra i giganti dell’editoria per lanciare la sua rete di salvataggio per traduttori e traduttrici con o senza esperienza, più o meno dispersə tra le acque impervie del panorama editoriale italiano.
Una rete fatta di collaborazioni, opportunità, laboratori e sostegno reciproco
La bottega dei traduttori è una realtà sempre in fermento e il Salottino dello stand ne è testimone. Le attività presentate quest’anno sono state molteplici, dai corsi in partenza alle pubblicazioni di traduzioni e racconti di varie tematiche, fino alle collaborazioni con le case editrici (ABEditore, AltreVoci Edizioni, Il Gatto Verde Edizioni, CSA Editrice), che rappresentano da sempre un’opportunità importante per ə socə di mettersi alla prova come professionistə.L’esperienza al Salone del Libro di Torino quest’anno è stata una grande opportunità per approfondire il vasto panorama editoriale italiano, di cui noi traduttori siamo costantemente curiosi e vogliosi di saperne di più! Il ritmo frenetico delle persone in giro per gli stand, il brusio di sottofondo, le pagine sfogliate, le domande, le presentazioni e la voglia di conoscerci hanno costituito la parte centrale della fiera, con particolare enfasi sulla bellezza di guardarci finalmente negli occhi e scambiare quattro chiacchiere in modo diretto e informale. Un’occasione irrinunciabile per La Bottega dei Traduttori, che si è confermata scrigno di tesori inestimabili quali scambio di battute, aiuto reciproco tra colleghe e colleghi linguisti e…tanti sorrisi! - Flavia Piepoli