In occasione della Fiera del Libro di Londra, siamo venute a conoscenza di un progetto bellissimo, di cui crediamo valga la pena condividere i dettagli. Un’iniziativa che noi della Bottega abbiamo deciso subito di supportare e condividere. Perché le belle notizie e gli esempi virtuosi vanno diffusi, nella speranza che possano rappresentare una fonte d’ispirazione per tutti e continuino ad assumere importanza grazie alla straordinaria forza del passaparola.

Abbiamo conosciuto Alessia Azad, una connazionale simpatica, sorridente ed energica che da anni opera come volontaria per una “piccola charity dai grandi ideali“, quest’anno insignita del lodevole premio di “Best charity of the year“.

Per descriverla, ci sembra giusto riportare le sue parole:
The Kittiwake Trust, biblioteca multilingue che ha sede a Newcastle upon Tyne, raccoglie libri dismessi da privati e case editrici in tutte le lingue possibili (81 finora). I libri sono a disposizione di adulti e bambini, stranieri che vogliono leggere nella propria lingua e inglesi che ne studiano una nuova. Parte dei libri vengono spediti alle carceri dove i detenuti ne fanno richiesta, dimostrando come la biblioteca multilingue apra la porta a tutti quando l’Europa chiude le frontiere. E non lo fa con i soldi, ma con romanzi, poesie, libri illustrati, saggi di economia, ricettari. È una rivoluzione piccola, come tutte le grandi rivoluzioni.”

Il primo progetto avviato da The Kittiwake Trust (il cui motto è, non a caso, “Free books, free minds“) prende il nome di “Borderline Books“. Esso mira a salvare i libri dal macero e a ridistribuirli gratuitamente a persone e organizzazioni che non hanno a disposizione un budget da destinare all’acquisto di libri, né il tempo di andare alla ricerca di titoli adatti.

Borderline Books, con sede a Gateshead, lavora a stretto contatto con enti di beneficenza locali e comunità che offrono supporto ai senzatetto, uomini e donne recentemente scarcerati, giovani detenuti, famiglie in fuga da abusi domestici, giovani che vivono in ostelli e case di cura, organizzazioni che lavorano con rifugiati e richiedenti asilo e molti altri piccoli gruppi di beneficenza per i quali i libri sono semplicemente inaccessibili.

L’associazione, inoltre, mette a disposizione per i propri membri alcuni spazi in cui si frequentemente si organizzano corsi di inglese, laboratori linguistici, seminari e incontri (anche tra traduttori!) e si pone, tra i vari obiettivi, la reintegrazione in società delle fasce più deboli e vulnerabili (come i detenuti, appunto), a cui offre la possibilità di gestire in totale autonomia una piccola libreria, acquisendo nuove abilità e competenze.

Libri come strumento di libertà e riscatto sociale.
Libri come sinonimo di rinascita e speranza.
Libri come mattoni da cui partire per ricostruire la propria esistenza e impegnarsi per un domani migliore.

Questi sono i progetti che ci piacciono. Queste sono le persone che ammiriamo e il cui lavoro vogliamo supportare.
Se qualcuno di voi volesse maggiori informazioni circa le donazioni (di libri o di denaro) o le attività di volontariato, può visitare il sito dell’associazione.

Free books, free minds“.

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